"Stronze si nasce" è autobiografico?


Rispondere sì a questa domanda è un'arma a doppio taglio, perché vorrebbe dire che in una qualche misura sono, o sono stata, stronza.
"Ahi, ahi, ahi, signora Longari", direbbe Mike Bongiorno.
Facciamo chiarezza.
In questo romanzo ho inserito la mia esperienza di persona che nella sua vita ha avuto a che fare con La Stronza.
La mia in particolare riassumeva tutte le caratteristiche del genere, quasi l'avessero fatta apposta.
La mia stronza mentiva? Oh, altroché, e così bene che mi ci sono voluti anni per capirlo.
La mia stronza sapeva manipolare? Una maestra! Riusciva a convincermi a fare cose che mai avrei preso iniziativa a fare (niente di illegale o immorale, tranquilli).
La mia stronza era adorabile? Sì, aveva (e sospetto abbia ancora) quel non so ché che porta le persone a metterla su un piedistallo. Per farvi capire meglio: a pelle mi stava su, ma un bel po'. Credevo fosse quel genere di persona che maaaaai nella vita avrei potuto frequentare, con cui non avrei mai avuto nulla a che spartire.
Ci ha messo credo tre ore (scarse) a convincermi che non avrei avuto migliore amica di lei.
Ora che ci penso, mi domando come non sia ancora diventata Presidente del Consiglio.
A occultare i suoi difetti, arrivismo in primis, ha sempre avuto ottimi paraventi: famiglia del mulino bianco (meno animali perché sporcano), genitori dirigenti di stampo moooolto conservatore, tradizione cattolica radicatissima, eccellente negli studi... chi l'avrebbe mai detto che dietro tutto questo ambaradàn ci fosseuna tale z------a?
L'apparenza è tutto, e la stronza lo sa.
L'avevo praticamente sposata, avrei fatto di tutto per lei, certa che lei lo avrebbe fatto per me.
Solo quando, in maniera del tutto accidentale, hanno iniziato a venire a galla le sue bugie, i suoi sotterfugi, i suoi giochetti con le persone ho iniziato a farmi delle domande.
E queste domande avevano delle risposte che non mi piacevano, non ne veniva fuori un bel quadro.
C'era solo una cosa da fare: tagliare i ponti, e credetemi è molto difficile, perché la stronza è come il fumo: crea dipendenza (e nuoce gravemente a te e chi ti sta intorno).



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