Self publishing e autopromozione



Arriviamo al tema che piace meno di tutti: l'autopromozione.
A sentire questa parola, viene a tutti un gran senso di nausea, me inclusa, ma è inevitabile.
Prima lo accettiamo, meglio è.
La scomoda e pruriginosa verità è: NESSUNO STA ASPETTANDO LA PUBBLICAZIONE DEL NOSTRO ROMANZO.
Il mondo là fuori continua a ruotare sul suo asse, la famosa gazzella si sveglia ogni mattino sapendo che deve correre più veloce del leone, e continuano a non esistere più le mezze stagioni. E in tutto questo nessuno sta lì con il fiato sospeso a dire: Oh, mio Dio, tra due ore, venti minuti e tredici secondi Pinco Pallino autopubblicherà il suo romanzo.
A me la questione dell'autopromozione ha sempre imbarazzato da matti, tutt'ora quando una mia amica mi presenta alle sue conoscenze come "la mia amica scrittrice" provo l'istinto di cercare una pala per scavarmi una buca, ma resisto.
Non è per la vergogna, non mi vergogno di niente, ma so che è arrivato il momento di dare delle spiegazioni alla persona che ho davanti: spiegazioni che per me sono importanti, sono cose in cui credo, c'è tutta la mia passione, ma il mio interlocutore mi guarda con quella via di mezzo tra scetticismo e compassione che mi fa fare un passo indietro.
Autopromozione, cosa non è: non è girare per strada con un megafono urlando ai venti che abbiamo pubblicato un romanzo; non è distribuire volantini promozionali fuori dai supermercati; non è fare porta a porta.
Quindi, facciamo un respiro e stiamo tranquilli.
Autopromozione cosa, invece, è: cercare le persone la cui passione per la lettura e i loro gusti possono essere compatibili con il nostro romanzo.
E qui arrivano i social: FB è un'utile strumento per arricchire di contenuti la promozione.
La parola chiave è diversificare: creare un countdown con gli estratti (NON VENTI GIORNI PRIMA, DIVENTEREMMO PEDANTI. SETTE GIORNI SONO SUFFICIENTI); un dreamcast; se il romanzo è particolarmente modaiolo, facciamo un lookbook; la raccolta delle location; un booktrailer; un sondaggio; la colonna sonora; organizzare giveaway; elencare i canali dove è possibile reperire l'ebook... la lista è DAVVERO infinita.
La promozione, in questo caso va vista come un terreno comune tra noi che abbiamo scritto il romanzo e chi lo legge, si instaura una possibilità di dialogo che è un'enorme risorsa; il confronto crea dei rapporti che vanno aldilà dei numeri, perchè questo bisogna tenere a mente: i lettori non sono numeri. 
Se interveniamo nelle pagine di altri utenti o, iscrivendoci ai gruppi di lettura, siamo sempre educati e rispettiamo i calendari delle giornate: se l'amministratore dice che lo spam day è venerdì, non postiamo l'immagine della nostra copertina il martedì. Rispettiamo sempre gli spazi altrui come vorremmo che fosse rispettato il nostro.
Se decidiamo di contattare un blog per chiedere una segnalazione, dobbiamo essere professionali, allegando alla mail: titolo, copertina, sinossi, indicazione del genere, descrizioni dei formati in cui sarà disponibile il nostro romanzo; prezzi e data di uscita. Le blogger si fanno un mazzo così, gratis e portano avanti il blog solo animate dalla loro passione, quindi contattarle con umiltà, cortesia, chiedendo per favore e dire grazie (senza dare il "sì" per scontato) è d'obbligo.
Ciò detto, l'autopromozione non è un talento con cui si nasce, si impara giorno per giorno, si sbaglia, si scoprono le cose imparandole da altri, io sto ancora imparando tutto e in questo le persone che possono aiutarvi di più sono proprio i lettori.
Credo, con questo capitolo, di aver chiuso la saga sulla mia esperienza del self publishing, ma se chiunque avesse domande a cui quanto ho scritto non c'è risposta, la mia casella di posta è sempre aperta!!!
KEEP CALM E CI VEDIAMO A MILANO A TEMPO DI LIBRI SABATO 10 MARZO ALLE 15.30 PRESSO LO STAND NEWTON!

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