Self publishing: tutto quello che dovreste sapere.


Volevo chiamare questo post, come la famosa linea di manuali for dummies, "Guida al self publishing per impediti", ma ho desistito non tanto per il timore di offendere qualcuno (ho chiamato un romanzo Stronze si nasce, quindi sapete che sono senza pudore), ma perché non sono nessuno per scrivere manuali.
Sempre più spesso mi contattano persone che hanno un romanzo nel cassetto e vorrebbero dei consigli su come procedere a pubblicare il proprio lavoro in self, per mia esperienza diretta.
Ho deciso di optare per la scorciatoia e scrivere una serie di post dedicati a chi vuole autopubblicare il proprio lavoro, trasmettendovi come ho fatto, step by step, e cercando di evitarvi gli errori che ho commesso (ingenuamente). Prendetela come una chiacchierata con un'amica.
Pronti? Vamos!
Oggi parliamo del vostro romanzo.
Avete appena finito di scrivere la vostra opera, avete messo l'ultimo punto e SO che vi friggono le mani, vorreste spedirla nell'etere e vederla distribuita urbi et orbi nel giro di un'ora.

CALMA E GESSO!

La fretta è cattiva consigliera e mai come nell'autopubblicazione può portarvi a impiccarvi da soli.
Sapete quanti romanzi in self vengono pubblicati ogni anno? In Italia, nel 2015 i titoli self erano 25'817 (clicca QUI per la fonte).
Ecco, cosa differenzia il vostro romanzo da i 25k di cui sopra?
Io sono una vecchio stile e ne dico una per tutte: la qualità.
Che tu scriva per te stesso o per arrivare a farti vedere e trovare un editore, ricordati che su quel libro c'è il tuo nome, il contenuto è il tuo biglietto da visita, quindi immagino tu ci tenga a presentarti bene.
Hai finito il tuo romanzo? Ottimo. Ora disintossicati.
Ogni parola, ogni scena è vivida nella tua testa, quasi scolpita, NON SEI IN POSSESSO DELLA GIUSTA OBIETTIVITA' PER VEDERE GLI ERRORI.
Stampalo e trova un amico lettore (spietato) e faglielo leggere. Questo è il tuo beta-reader (ma puoi averne anche più di uno. io ne ho due, per esempio), la cavia.
Partendo dal presupposto che il romanzo dovrebbe essere scritto in italiano corretto, ma siamo tutti umani e nella foga della stesura, gli errori ci scappano, c'è una cosa che il Beta può vedere e che tu, autore, non vedi: dove fa acqua il tuo romanzo.
Già ti sento: "Il mio romanzo non fa acqua!". Sì, fa acqua, credimi, tutti fanno acqua alla prima bozza.
Per te è una creatura perfetta, quando invece non lo è. Ci saranno dialoghi surreali, comportamenti anomali, azioni fuori asse, caratterizzazioni superficiali, personaggi che a un certo punto spariscono, allungamenti di brodo, impennate degli eventi che fanno girare la testa, narrazioni con POV sconclusionati che fanno venire il mal di mare a chi legge.
Sì! Io ho fatto tutti gli errori elencati, non mi perdono nulla, ma grazie a Dio la ma beta è abbastanza pignola da non farmi sconti.
Fai passare il tempo (per esperienza ti dico che ci vuole almeno un anno a distaccarsi emotivamente dal proprio lavoro per il quale si nutre quasi un amore morboso al punto da reputarlo intoccabile), almeno un mese ci vuole, dopodiché arrotolati le maniche e con UMILTA' (scritto in maiuscolo grassetto non a caso), mettiti a ristrutturare la tua opera.
Nessuno può fare l'editing del proprio lavoro da solo, ma nel self diventa pressoché impossibile dato che tu sei scrittore-correttore di bozze-editore-grafico-impaginatore-digital manager-direttore della campagna marketing.
Però ci sono degli strumenti che aiutano la correzione degli errori materiali:
- il correttore grammaticale di Word: non ripulisce il 100% del testo, ma al 50% sì, che non è poco;
- leggere ad alta voce: l'orecchio ti aiuta ad individuare quelle parole ripetute quindici volte in due righe e scoprire i passaggi incoerenti (il protagonista che era seduto si alza dal divano, ma dopo dieci righe ripeti che si alza, ad esempio) e a capire dove servono le virgole (se leggendo ti viene un attacco d'asma, sì, da qualche parte serve una virgola);
- evidenzia: se metti dei riferimenti temporali in date o numero di anni, evidenziali in modo da poter inserirli in un calendario excell e verificare le coerenze temporali;
- trova/cerca: questa funzione di Word mi è utilissima per stanare gli avverbi (grandemente, enormemente, assolutamente, veramente, definitivamente...), dei quali, in modo del tutto involontario, tendiamo ad abusare. Io apro lo strumento "cerca" e nella barra scrivo "mente" in modo che mi trovi tutte le parole che contengono quella desinenza. La media di avverbi nella prima stesura è di 5 per cartella Word. Su un romanzo di 200 cartelle parliamo di 1000 avverbi. Stiamo scherzando? Io me ne concedo al massimo uno per pagina (e sono comunque troppi) e se e solo se è ineliminabile.
Google: se utilizzi parole, nomi di persone, città, vie straniere o in generale termini che non ti appartengono, verifica come si scrivono su Google in modo da non fare figure da cioccolataio (una volta ho letto Sampietroburgo anziché San Pieroburgo e mi sono quasi caduti gli occhi).
- ringraziamenti e scuse: chi legge un autore self ha meno pretese rispetto a un autore con editore, perché sa che ha di fronte una persona che si è arrangiata con le proprie forze, ma questo non deve diventare il vostro scudo. Il lettore perdona, ma fino a un certo punto, quindi, ricordatevi a fine romanzo di ringraziare (siate educati) chi vi ha dedicato il proprio tempo e scusatevi per gli errori/refusi che vi sono sfuggiti e inserite un vostro recapito mail chiedendo la gentilezza di segnalarvi gli orrori che sono stati rilevati in modo da correggerli (il bello del self è che potete ricaricare il file corretto).
Queste sono le cose che ho imparato per esperienza, magari sono stata noiosa e bacchettona, ma credetemi, non c'è limite al migliorare il proprio lavoro.
Se c'è un momento in cui ti senti un idiota, va bene!
Se invece ti senti un genio, è male! Vuol dire che stai trascurando qualcosa.
Se vi interessa porterò avanti questa rubrica sulla mia esperienza personale con i seguenti argomenti:
- la copertina;
- gli strumenti per trasformare il tuo romanzo in un file epub;
- le piattaforme di distribuzione ebook per i self, prezzo, royalties e questione fiscale;
- caricare il file;
- diventare social.
Se non v'interessa, fatemelo sapere così mi do lo smalto, faccio la ceretta, taglio le doppie punte...

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