Vi spiego perché 365 days è un film femminista

                                               

Si è letto e sentito di tutto e di più su 365dni, il film di produzione polacca tratto dall'omonima serie di romanzi erotici di Blanka Lipinska, che ha scalato le classifiche mondiali di Netflix.
Non c'è paese dove è disponibile la piattaforma in cui 365dni non sia in top3.
E via che volano stracci.
Ho sentito gridare allo scandalo, gente che tuona a gran voce: "Dov'è il femminismo quando serve?!", "Che schifo, c'è tanto sesso!".
Anche io ho ricevuto diversi messaggi per sapere che opinione avessi in merito. Ci ho messo un po' a elaborare un pensiero, ma eccomi qua.
(Formulare una propria opinione richiede tempo e riflessioni, è normale che non sia un procedimento immediato. Anzi, io dubito molto di chi, appena accaduto un fatto, sforna subito il proprio pensiero perché sospetto che lo abbia preso in prestito da qualcun altro. Come diceva Henri Poincaré: "Dubitare di tutto, o credere a tutto, sono due soluzioni altrettanto comode, che ci dispensano entrambe dal riflettere").
Questo articolo potremmo anche intitolarlo Felicia Kingsley contro tutti.
Come andava preso 365 dni?
Come puro e semplice intrattenimento. 365 dni è un film molto onesto nella sua semplicità e anche nel suo essere a tratti grottesco: vuole intrattenere e basta. Si tratta di un film fatto per passarsi due ore e farsi qualche risata (e anche rifarsi gli occhi).
Non ti siedi davanti a 365 dni per ricevere chissà quale rivelazione trascendentale che ti cambi la vita, esattamente come non te la aspetti da un cinepanettone, da una parodia alla Scary Movie, o da uno sparatutto tipo John Wick.
Eppure la critica intera ha serrato i ranghi e si è scagliata con fiumi d'inchiostro contro questa pellicola manco fosse l'Anticristo.
Per me, fatica sprecata. 
Cosa si doveva dire di 365 dni? Mah, che per una tizia che, un giorno, si sveglia in un castello sul mare, servita e riverita, con cene cucinate da chef stellati, shopping no limits e Michele Morrone disposto a soddisfare ogni suo desiderio sessuale, ho sentito di sequestri peggiori.
Ci si fa una risata e si va avanti con la propria vita.
E invece no, bisogna arrivare a insultare le donne perché guardano questo tipo di film.
Smontiamo le accuse una per una:
1 - "365 è pieno di sesso!".... ma dai? E' un film erotico, il sesso fa parte del genere quanto un omicidio in un giallo (eppure non ho mai sentito nessuno lamentarsi che nei gialli ci sono troppi morti". Stupirsi del sesso in un erotico è come andare a cena al sushi e lamentarsi del pesce crudo.
E, quanto alle scene di sesso, checchè se ne dica, sono ben fatte, al punto che ci si domanda se i due attori non lo stessero facendo davvero (spoiler: no).
2 - "365 è la copia di 50 sfumature!": chi ha detto questa frase, di sicuro non ha visto uno dei due film (o entrambi). 50 sfumature si basa su un contratto master-slave tra un CEO sadico e una ragazza vergine (sia sessualmente, che della vita in generale). In 365 di sado-maso neanche l'ombra, e Massimo (lo dice anche chiaramente) non la toccherà a meno che lei non voglia. In 50 sfumature il rapporto è regolato da un contratto; 365 è il retelling in chiave moderna (e zoppicante) della Bella e la Bestia
Nota prettamente cinematografica: il film ha tante pecche, in primis un copione con battute improbabili che sfiorano il ridicolo, e scene che non hanno consecutio tra una e l'altra, lasciando allo spettatore un mucchio di interrogativi, ma questo esula dalle critiche fatte al film.
3 - "Gne gne gne, sembra che in Italia ci sia solo pizza e mafia"Perché? Gomorra e Romanzo criminale di cosa parlano? Di vecchietti che giocano a tressette col morto al bar bevendo la spuma? Non facciamo i finti perbenisti che vedono il danno d'immagine solo dove fa comodo. Dal punto di vista del marketing 365 dni è uno spottone dell'Italia niente male, con riprese mozzafiato delle coste e dei borghi del Mediterraneo (che, spoiler, è quello che all'estero vogliono vedere). 
E poi, finalmente, anche noi riusciamo a esportare un sex symbol come Dio comanda in tutto il mondo. Era dai tempi del vecchio conio che la fama di un attore italiano non scavallava la dorsale alpina. Gli ultimi attori mozzafiato che ricordo sono Raul Bova e Garko, e son passati ormai trent'anni. Da allora, il deserto.
Lasciamo che le donne del globo ci invidino Michele Morrone.
4 - "365 giustifica l'abuso sulle donne": aridaje. Sempre con sta mania che i film devono essere educativi. Ma da quando? Chi? Perchè? Il cinema e la letteratura sono pieni di storie che non sono educative (uno a caso, Lolita. Al netto della qualità narrativa e concentrandoci sul contenuto, se 365 giustifica l'abuso sulle donne, allora Lolita, giustifica l'abuso su minore, visto che abbiamo un quarantenne che intesse una relazione con la figlia dodicenne - o 14enne, non ricordo, chiedo venia sono passati anni da quando l'ho letto - della moglie. Passo e chiudo).
A parte che, se c'è qualcuno che viene abusato in 365, quello è Massimo, non Laura. Sì, perchè dopo la faraonica maratona sessuale sullo yacht, dove lo fanno in cabina, sul fly, sotto il fly, a prua, a poppa, Laura ha il coraggio di dirgli: "Ho ancora voglia", e Massimo (che, ormai, ce lo avrà consumato tipo matitina dell'Ikea) la guarda con un'espressione del tipo: "Ancora?". E' lei quella da denunciare al MeToo per abusi, non lui (battuta, ridere qui).
5 - "Le donne penseranno che sia giusto sottomettersi al volere degli uomini": ecco, questa è la critica più offensiva e antifemminista (così antifemminista che fa il giro e diventa maschilista) che si possa fare. In pratica, si sta dicendo che le donne sono così minorate da non distinguere la realtà dalla finzione e che quindi, poverine, bisogna farci il disegnino per spiegarci che quello che abbiamo visto non è la vita vera. Cari critici (e critiche), per vostra informazione, a noi donne nessuno deve spiegare nulla. 
Sappiamo perfettamente distinguere la finzione dalla realtà, esattamente come gli uomini. Sì, perché non ho mai sentito nessun critico dire, dopo l'uscita di uno di quei film sparatutto grondanti pallottole e sangue che piacciono tanto ai maschietti, "bisogna spiegare agli uomini che la violenza è sbagliata e quello che vedono nei film non è la realtà".
Mi offende che si pensi che noi donne non abbiamo la stessa dotazione intellettuale per guardare un film senza capire che è solo un film.
A noi bisogna spiegare le cose.
Alla domanda "Dov'è il femminismo quando serve?", rispondo io. Non c'è.
Il femminismo è chiuso nei salotti a disquisire sulla desinenza delle professioni: ingegnerA, avvocatA, architettA (sappiate che se mi chiamate architettA, potrei gustarmi il vostro fegato con un piatto di fave e un bicchiere di Chianti); il femminismo si indigna se 365 dni è in testa alla classifica Netflix, ma non lo vedo a protestare per le cose che contano.
Non lo sento alzare la voce perché in Italia la pillola anticoncezionale non è mutuabile quando va assunta in caso di patologie ginecologiche e/o ormonali tipo l'endometriosi, però i farmaci per la disfunzione erettile la mutua li passa (qui l'articolo).
Pene moscio batte problemi ormonali, 1 a zero.
Questo è un finto femminismo di facciata che non mi piace e che sotto nasconde la ricerca di approvazione degli uomini.
L'approvazione degli uomini (e di nessun altro) non mi serve, e se voglio vedere 365 dni per divertirmi lo guardo, senza paura di essere giudicata. E fare ciò che vogliamo per il nostro piacere senza timore di giudizi, donne, è la cosa più femmimista che si possa fare.

In conclusione, 365 dni non è un film eccelso (come tanti altri che ce ne sono nella storia del cinema), che non pretende di lanciare messaggi di pace e amore, ma solo di intrattenere.

E, cari critici, dormite sereni. Una volta finito di vedere 365 dni le donne non vorranno diventare schiave degli uomini, ma solo di Michele Morrone.


Commenti

  1. Ammetto di non aver visto questa serie, in realtà neanche cinquanta sfumature, ma ai criticoni maschi vorrei chiedere, qualcuno di loro ha avuto mai da ridire sui film porno che si guardavano e si guardano tutt'ora!...Concordo che uno deve riflettere per farsi una determinata opinione su qualcosa, in questo caso ho curiosità di vedere la serie...se poi non mi piace non guardo un'altra puntata e amen...

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  2. A metto anche io, di non aver letto il libro e nemmeno il film.

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  3. Concordo in pieno con tutto quello che hai scritto!!

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  4. Non ho visto il film e lungi da me né intervenire per questo a favore o a sfavore del film stesso: ci tenevo però a dire che se qualcuno, che ha subito un sequestro e stupro, si sente offeso da tale film ha ragione, perché è evidente che si sta romanticizzando una cosa che non può esserlo mai. Quindi le polemiche che io ho seguito non erano in seno alla sola qualità del programma (a detta di tutti in effetti scarsa), né alla presenza del sesso o degli stereotipi locali (pieno in tanti film), né alla possibilità che lo amino più le donne che gli uomini (legittimo), ma all'opportunità della lettura romantica di una cosa semplicemente che deve essere condannata. Credo che un film debba far vedere certe situazioni, ma non darne una lettura positiva. Perché se c'è solo mezza persona che si sente toccata da certe tematiche vada rispettato il suo dolore.

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  5. Aggiungo che assolutamente NO i libri e i film non devono essere educativi, ma se sono fatti male trattando temi delicati creano disagio e malessere. Per citare esempio Lolita chi lo ha letto sa come finisce per cui in effetti non viene da pensare "che bello essere pedofili" oppure criticare il comportamento della bambina. Io non sono contraria né al sesso e nemmeno alla pornografia, ma di fatto oggi come oggi l'occhio su questi argomenti è spesso maschile e abusivo, con una visione della donna per niente libera. Per questo motivo non vedrò il film, fidandomi delle recensioni negative.

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