Il salone del libro di Torino (visto con i miei occhi)


I miei occhi erano quelli di una persona che non c'era mai stata ma che ne aveva sempre sentito parlare. La frase era sempre la stessa: "Sei mai stata al salone del libro di Torino? No? Allora, devi andarci!".
Grazie ai social, l'anno scorso ho avuto modo di "spiarlo" attraverso le foto su Instagram e Facebook, e più guardavo più mi mangiavo le mani per non essere lì.
Quest'anno ho fatto il pieno, per non farmi mancare nulla: Tempo di libri a Milano e Salone del libro a Torino.
Il SalTo è tipo il paradiso del lettore: libri, molti libri, un sacco di libri, libri ovunque e non è difficile incrociare persone che passeggiano tra gli stand con trolley alla mano dove stipare i propri acquisti (prossima volta vi copio).
La tarda mattinata e il primo pomeriggio mi sono girata i vari padiglioni da privata cittadina, accompagnata dal mio papà che nonostante i miei 30 anni, non voleva saperne di lasciami andare a Torino da sola (questo perché per i genitori non cresciamo MAI).
Meno male che c'era lui, altrimenti mi sarei comprata pure le sedie (impossibile, al salone non c'erano sedie).
Ho incontrato delle blogger fantastiche che seguo da vera fan, e come tale sono partiti i selfie a raffica.
Poi, all'ora X è scattato il momento firmacopie allo stand Newton dove ho incontrato le autrici, molte delle quali avevo già conosciuto a Milano.
E' strano e bellissimo allo stesso tempo: scriviamo per la stessa casa editrice, ci teniamo in contatto sui social (chiaramente non con tutte e non tutti i giorni, però è già qualcosa), ma vedersi live, in carne e ossa, sentire le voci fa sempre uno strano effetto. Sa di sorpresa, sa di "Ehi, ma sei proprio tu!!!".
Il firmacopie è un momento d'incontro autrici-lettrici/ori, ma credetemi, anche autrici-autrici (perchè poi, anche noi siamo prima di tutto lettrici).
Superato l'imbarazzo di prendere posto sugli sgabelli (pardon, troni, visto che la locandina parlava dell'evento come "Le REGINE del romance"), che è una cosa che viene naturale solo a chi è abituato ai bagni di folla, è iniziato il bello. Anzi, bellissimo.
Mi piace incontrare le persone che hanno letto ciò che ho scritto, perché ho condiviso con loro qualcosa di me, pezzetti di vita e emozioni private, e vedere la faccia, gli occhi, di chi ha avuto in mano il mio lavoro, di chi ha dato una chance al mio romanzo, mi riempie di gratitudine. Sono grata a chi decide di dedicarmi il proprio tempo.
I firmacopie sono quei momenti che rimettono in ordine tutto: a volte, chi domanda "Come sta andando il tuo libro?", si aspetta di sentire dei numeri, le copie vendute, le posizioni in classifica... Ecco, il firmacopie ristabilisce l'ordine delle priorità: non sono copie vendute, sono persone, sono storie, e ognuna di loro mi ha regalato un sorriso. C'è stata una ragazza che mi ha detto che "Matrimonio di convenienza" l'ha tirata su di morale in un periodo storto della sua vita, un'altra che aveva vissuto pari pari la storia di "Stronze si nasce", quella che ha regalato il libro alla sua capa "stronza", trasformandola in un agnellino...
Quindi, questo post è dovuto, un dovuto ringraziamento a Newton Compton per averci dato la possibilità di incontrarci tra autrici e lettrici, Avanzini che è sempre sul pezzo, nonchè (da quello che ho capito) uomo dei sogni di tutte le blogger presenti al salone (no, ragazze, non ho il suo numero), tutte le autrici presenti, Alessandra Angelini, Marilena Barbagallo, la mia vicina di banco Alessia Coppola, Fabiola D'Amico, la dolcissima Laura Gay, L.F. Koraline sempre supercarica, Patrisha Mar, Viviana Picchiarelli, l'altissima Anna Premoli, Lucrezia Scali (e futuro sposo), la donna con i capelli perfetti Monique Scisci, e naturalmente il grazie più grosso va a tutte le persone che sono venute a trovarci, che ci hanno coccolato, che ci hanno aspettato in fila nonostante i 50 gradi e ci hanno sommerso con un mare di affetto.
Spero di cuore di poter dire "Ci vediamo al prossimo salone".

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