David Mamet. Masterclass di scrittura e drammaturgia.


Non sono nessuno per permettermi di dare lezioni di scrittura, qui lo dico e qui lo confermo, infatti, mi sono sentita in dovere di assistere alla lezione accademica di David Mamet sulla scrittura e la drammaturgia.
David Mamet è la mente dietro la sceneggiatura de Gli Intoccabili, capolavoro di Brian De Palma; David Mamet è il premio Pultizer 1984 per  Glengarry Glen Ross; David Mamet ha lavorato con Ridley Scott, De Niro, David Mamet...okay, questa è la sua pagina Wikipedia, andatevela a guardare e spaventatevi davanti al suo curriculum.
Mamet è prima di tutto uno sceneggiatore, ma lo sceneggiatore che fa? Scrive! Non è un mistero che negli ultimi vent'anni i romanzi siano diventati la fonte preferita di Hollywood dai quali trarre film e penso che non esista uno scrittore che non culli in sé la fantasia di ricevere una telefonata del tipo "Ehi, il tuo romanzo è una bomba, la Paramount vuole farci un film. Riesci a venire a Los Angeles per lunedì?"
Okay, sto divagando, ma il succo è questo: Masterclass è una piattaforma americana che prende i migliori professionisti di ogni settore e li mette davanti a una videocamera a impartire una lezione accademica sul loro lavoro. Quando ho visto che era disponibile la videolezione di Mamet ho detto: "Va bene, da lui, ho solo da imparare, fossero anche barzellette su Pierino".
Perché dico che è un regalo per voi? Perché la lezione di Mamet dura 5 ore, è tutta in inglese e soprattutto, accedervi costa 90 dollari. 
Quindi ho deciso di condividere con voi, amiche appassionate di lettura e scrittura, gli appunti che ho preso (8 pagine).
Di cosa ha trattato la lectio di Mamet? Questi sono i temi, così, se non ve ne frega niente, potete chiudere, qui, invece se v'interessa, potete prendere appunti (vi sto facendo risparmiare 90 dollari e 5 ore di vita, apprezzatemi).
1- Scopo del dramma (prosa);
2 - Regole del dramma;
3 - Le idee per la storia;
4 - I personaggi;
5 - La trama;
6 - Strutturare la trama;
7 - I dialoghi;
8 - Narrazione ed esposizione;
9 - Le scene;
10 - Il processo di scrittura;
11 - Verità e bugie;
12 - La vita di un drammaturgo.

Per chi è rimasto in linea ecco a voi le tavole della Legge.
Primo comandamento: il protagonista vuole qualcosa quindi lo scopo della storia è seguire il suo viaggio nell'ottenere quel qualcosa (che sia un obiettivo concreto - soldi - o astratto - amore).
La storia è il prodotto della meccanica causa - effetto.
Le storie, per incatenarci, hanno un potenziale drammatico e questo potenziale è dato dalla deformazione degli eventi. Esempio: "ti ho aspettato quaranta minuti" è la realtà, "ti ho aspettato un'ora" è la storia. Un'ora ha più impatto drammatico che non quaranta minuti... e il lettore non andrà a controllare quanto il nostro protagonista ha effettivamente aspettato.
Secondo comandamento: la buona prosa non insegna. Lo scopo dell'autore non è rendere migliore chi legge, dargli idee, combattere cause, LO SCOPO E' INTRATTENERE!
Usare i personaggi per inculcare le tue idee personali nel lettore è disonesto. Il lettore ha già le sue idee e se vuole opinioni politiche, sociali, economiche va a vedersi il telegiornale.
La prosa serve a sospendere il processo razionale del lettore.
Spiegare le cose è pesante e non è intrattenimento, è fare i maestrini.
Terzo comandamento: tu racconti una storia, e la storia inizia sempre quando gli eventi precipitano, quando qualcosa sovverte il mondo del protagonista e gli impone una trasformazione.
Questa trasformazione provoca 2 emozioni: paura e empatia, ovvero, l'ansia per l'imprevedibilità degli eventi e il lettore s'immedesima con il protagonista.
Quarto comandamento: STAY SIMPLE. Il barocco lo lasciamo al '700. Il tuo obiettivo, scrittore, è arrivare al lettore e se ti mantieni su una linea semplice, il lettore capisce e viaggia con la storia.  
Ogni scena deve contenere un tentativo di ottenere ciò che il protagonista vuole, fallisce, ritenta, ottiene più informazioni, incontra nuovi problemi, MA IN OGNI SCENA DEVE SUCCEDERE QUALCOSA CHE FA PROGREDIRE O ARRICCHISCE LA STORIA.
Quinto comandamento: i tre atti. Primo atto: la situazione del protagonista si ribalta; secondo atto: il protagonista tenta di risolvere i problemi; terzo atto: il protagonista mette insieme le soluzioni.
Sesto comandamento: butta tutto ciò che non è trama. Esempio: nella città in cui è ambientato il romanzo c'è un posto bellissimo che a te piace tanto e allora manipoli la storia in modo che il protagonista finisca in quel posto. SBAGLIATO! Se ti piace tanto quel bar o quel museo, vacci tu! 
Settimo comandamento: se hai la sensazione che qualcosa vada tagliato, TAGLIA! Al lettore non interessano le tue scene preferite, se non fanno progredire la storia, vanno tolte.
Ottavo comandamento: smettila di dare le battute migliori al personaggio secondario. Questo capita perché l'autore ha paura di rendere il personaggio secondario TROPPO secondario... insomma, dopotutto il protagonista si cucca tutta l'attenzione. Ragionamento sbagliato.
Nono comandamento: fantastica sulla tua vita per raccogliere le idee. Ogni volta che fai una scelta, pensa sempre a cosa sarebbe mai potuto succedere se avessi scelto la strada opposta. Tipo Sliding Doors.
Decimo comandamento: i personaggi sono ciò che fanno. Non deve essere l'autore a mettere in testa al lettore che il protagonista è bello, bravo e simpatico. Il lettore lo deve capire attraverso le azioni. E non esagerare con il background a nessuno interessa la storia del protagonista a partire da Adamo ed Eva.
Undicesimo comandamento: c'è sempre una crisi. Il protagonista, a circa 3/4 del romanzo deve andare in crisi, sentirsi smarrito, e credere che fallirà il suo obiettivo (la famosa selva oscura di Dante, per intenderci). Il momento confessionale servirà a rinfondergli nuova sicurezza.
Dodicesimo comandamento: i dialoghi devono avere ritmo. Non sai cos'è il ritmo? Leggi uno scambio di battute qualsiasi di Shakespeare. Nella vita non parliamo per dare informazioni, ma per ottenere risultati, quindi i nostri protagonisti non possono blaterare a vanvera. Come capire se il dialogo funziona? Leggilo ad alta voce.
Tredicesimo comandamento: non annoiare con i fatti, essere troppo specifici non aiuta nessuno. Esempio: "Siamo nell'ufficio del presidente, a Washington". E' OVVIO che se siamo nell'ufficio del presidente, siamo a Washington! Togli quel Washington! 
Quattordicesimo comandamento: se una scena annoia te, annoierà anche il lettore. O la butti o la riscrivi. Nel secondo caso, serve una chiave diversa.
Quindicesimo comandamento: quando scrivi non devi avere distrazioni intorno. Scrivere è pensare. La procedura effettiva di digitare è la fine del processo intellettuale. Quando digiti devi avere tutto in testa. E' un po' come costruire una casa, devi avere il progetto pronto prima, non puoi mandare i muratori in cantiere e dirgli "iniziate e costruire" se neanche loro sanno cosa devono fare. Lo dico da architetto (almeno questo, posso permettermelo).
Sedicesimo comandamento: non approfittare della sospensione dell'incredulità. Chi legge una storia, non la contesta, perché lo fa nello spirito di godersi l'intrattenimento. I fatti non vengono messi in discussione, ma ciò non ti esime dal dare informazioni corrette. Esempio: gli zombie esistono ma Parigi rimane la capitale della Francia!
Diciassettesimo comandamento: la prosa si basa sulle bugie. Se qualcuno nel romanzo mente, l'azione ha un innesco automatico. 
Informazione di servizio: il mio prossimo romanzo in uscita si chiama Bugiarde si diventa. Le bugie hanno sempre il loro fascino.
Diciottesimo comandamento: riscrivi. Finisci di scrivere, ti senti un genio, leggi il tuo lavoro, ti fa schifo, lo correggi, ti senti un genio, ... da capo.
Diciannovesimo comandamento: sii critico con te stesso. C'è il tuo nome su quel libro!!!! Auto dubita, mettiti in discussione e non farti i complimenti da solo, o vuol dire che stai sbagliando qualcosa.
Ventesimo comandamento: vuoi scrivere? Scrivi. Agisci. Evita l'inattività, non aspettare che accada qualcosa di miracoloso. Ogni giorno fai qualcosa che ti porti al tuo obiettivo: leggi, scrivi, studia, esci, fai cose, parla con la gente, chiedi, pensa. La cosa peggiore che può succedere, se provi, è di non riuscire...MA SE RIESCI?

Sì, lo so, Dio di comandamenti ne ha dati 10, ma io ho seguito la masterclass di Mamet.
Spero che, a quelle di voi che amano scrivere, queste pillole di un monumento della sceneggiatura siano piaciute. Io me le sono bevuta e spero, nel mio futuro di metterle in pratica al meglio. 

Post più popolari