Punti di vista: come si sceglie il narratore (PoV)?

                                           

Parliamo di punti di vista, da qui in avanti PoV (dall'inglese point of view).
Uno dei punti di partenza per scrivere un romanzo è la scelta del PoV.
Detta anche focalizzazione, il punto di vista è la prospettiva attraverso cui chi narra vede e racconta la storia.
Aldilà di quello che si possa pensare, la scelta del PoV non dipende dalla moda, da cosa piace al lettore, o sentirti in obbligo di narrare ogni romanzo con lo stesso PoV.
Il PoV dipende dalla storia, dalle informazioni che si vuole dare o che si vuole nascondere al lettore per rivelarle a un determinato punto della storia.
Quali sono i PoV più utilizzati per scrivere un romanzo?
Vediamoli, per capire meglio come scegliere quello che più si adatta alle nostre esigenze.
Prima persona singola
Tutto il romanzo è narrato dal punto di vista del protagonista, in prima persona, nel quale il lettore si identifica completamente poiché si vive, si sente e si vede in tutto "in diretta".
Anche le informazioni che abbiamo sono solo quelle in possesso del protagonista, quindi se qualche personaggio sta tramando alle sue spalle per danneggiarlo, sarà una cosa che scopriremo a fatto compiuto.
I tempi di narrazione possono essere il presente, quindi i fatti accadono via via che procede la storia, oppure al passato, come se il protagonista ci stesse raccontando oggi cose successe tempo addietro.
Prima persona multipla
Il più comune è il doppio PoV, dove a capitoli alterni, si switcha da un personaggio all'altro (esempio, uno narrato dal PoV di Lei, e quello successivo narrato dal PoV di lui). Questo caso funziona quando in realtà i protagonisti sono 2 e contribuiscono al 50-50 allo sviluppo della trama in modo attivo e, soprattutto, quando entrambi compaiono nella storia dall'inizio, avendo quasi scene concomitanti.
Questo PoV può adattarsi anche a 3, 4 personaggi, tenendo presente che, più aumentano i PoV, più aumentano le informazioni che si danno al lettore, quindi aumenta il rischio di contraddirsi.
Con il PoV multiplo c'è meno immedesimazione ma l'autore ha accesso a tutte le informazioni di tutti i personaggi, con il rischio di sapere in anticipo cosa succederà. Esempio: se scriviamo una storia con doppio PoV moglie e marito, nel pov maschile se lui la tradisce, è un segreto di cui veniamo a conoscenza subito, quindi quando la moglie lo scoprirà, per lei sarà una sorpresa ma non per noi.
Prima persona esterna
In questo caso, chi narra non è il protagonista delle vicende, ma un osservatore, tipo il migliore amico o il vicino. Un esempio di questo PoV è Il Grande Gatsby, in cui la storia è raccontata da Nick Carraway.
In questo caso non abbiamo immedesimazione e la narrazione è depurata dall'autoindulgenza che affligge i PoV in prima persona interna, dove il protagonista ci dà una visione parziale della storia.
Prima interna+ prima esterna
Si possono combinare questi due PoV quando il protagonista narra la sua vicenda in prima persona, poi racconta (in altri capitoli) le vicende dei suoi amici. Faccio esempio pratico spiccio non letterario: Sex & the City. Carrie è la protagonista e narratrice della sua storia personale, ma occasionalmente ci racconta anche di ciò che succede a Miranda, Charlotte e Samantha con la sua voce.
Terza persona singola
Il narratore è un personaggio esterno alla vicenda, il tempo di narrazione può essere al presente o al passato (a fatti già avvenuti), in questo caso si può scegliere quali informazioni dare al lettore e quali nascondere a seconda di come si vogliono gestire i colpi di scena.
Questo narratore (come se fosse una mosca) può decidere di seguire un personaggio solo o tutti per raccontare appunto scene scelte, chiave, che diano al lettore le informazioni che servono a far progredire la storia. Io ho usato questo narratore per Una Cenerentola a Manhattan, concentrandomi soprattutto sulle vicende della protagonista, ma spostandomi, all'occorrenza, sugli altri personaggi (quindi  abbiamo focus su Jesse e a volte su Mathilda, su Deva e su Karl).

Perciò, quando mi viene chiesto perché non scrivo tutti i miei romanzi con il doppio PoV lui-lei "Perché ci piace tanto", la risposta è qui. Il narratore non si sceglie per compiacere il gusto dei lettori ma per gestire le informazioni contenute nella storia.

Può capitare di scrivere un romanzo in PoV in terza e poi accorgersi che non funziona e riscriverelo in prima, quindi per evitare questo lavoraccio è bene riflettere a priori su quale PoV sia più adatto alla storia e in questo, avere la sinossi già pronta, ci aiuta tanitssimo.

Commenti

  1. Ciao! Più leggo queste pillole di scrittura più mi sembra di capire meglio i tuoi libri. Matrimonio di convenienza, Stronze si nasce, Una Cenerentola a Manhattan, e così via, tutti studiati a pennello davvero.

    RispondiElimina

Posta un commento

E tu, cosa ne pensi?

Post più popolari