Se stai scrivendo per questi motivi, allora stai sbagliando

                                         

Si scrive sempre per un motivo, è che a volte non è quello giusto. E quando non è quello giusto, il lettore lo sente.
Tra gli infiniti motivi sbagliati, questi sono 5 dei più gravi:

  1. Scrivo perché voglio diventare famoso: il 99% degli scrittori, quando esce di casa non lo riconosce neanche il vicino. Se vuoi diventare famoso, canta, recita balla, scegli una strada che ti permetta di lavorare con la tua immagine e, se avrai successo, allora c'è una discreta probabilità che qualcuno ti fermi per strada a chiederti un autografo. Scrittore no.
  2. Scrivo per diventare ricco: come nel punto sopra, sono pochissimi gli autori che possono definirsi ricchi per ciò che hanno scritto. "J.K. Rowling è ricca", sento già dire da qualcuno. "Sì", rispondo. "Ha anche scritto Harry Potter" (leggi e rifletti su QUESTO). E comunque, la Rowling, prima di diventare LA Rowling, ne ha mandati giù di bocconi amari.
  3. Scrivo per farmi scoprire da una grande casa editrice: quando ti siedi al computer a scrivere la tua storia, non è affatto scontato che una casa editrice verrà a bussare alla tua porta. La Grande Casa Editrice non sa neanche che esisti, figurati se sta aspettando te. Sei tu a dover dimostrare all'editore che vali un contratto, che ti meriti lo scaffale.
  4. Scrivo per avere milioni di lettori: notizia flash, i milioni di lettori in questo momento non sono chiusi nello sgabuzzino a piangere disperati perché sentono la necessità del tuo romanzo. Siamo noi autori a dover conquistare la fiducia dei lettori, non viceversa (clicca qui per scaricare un sacchettino di umiltà).
  5. Tutti devono conoscere la mia storia: a meno che non ti chiami Steve Jobs (QUESTO Steve Jobs) nessuno, ma proprio nessuno sente il bisogno di leggere la tua autobiografia. Io amo le biografie, sono una ghiotta lettrice di storie personali di figure di spicco del passato e del presente. Parola chiave della mia frase: di spicco. Ossia persone che hanno lasciato un segno nella storia (Il diritto di contare), gente che ha fatto cose che hanno cambiato il nostro modo di vivere (Elon Musk, l'inventore di Paypal), donne e uomini testimoni della storia (la butto lì, così, Anne Frank), chi ha compiuto imprese stupefacenti e/o battuto record grazie alla propria bravura e capacità (Agassi, Messner). Spero di aver reso l'idea. Alla base di tutte le biografie c'è un evento straordinario. Ovviamente nessuno ti vieta di scrivere la tua autobiografia, se vuoi farlo per piacere personale e per tenere una memoria della tua vita, ma a meno che non rientri in uno dei casi citati sopra, non farlo con l'aspettativa di trovare editori che si stracciano le vesti per pubblicarlo. Anche perché, quando scriviamo di noi stessi, non siamo mai obiettivi e tendiamo a migliorarci e renderci eroici più di quanto non siamo.
Ora veniamo all'unico buon motivo per cui dovresti scrivere: perché ti piace.
Perché scrivere è una cosa che ti fa stare bene, che ti rimette in pace con il mondo.
Perché scrivere ti fa sentire vivo.
Perché hai una storia in testa che prega di essere raccontata, perché hai dei personaggi che ti parlano e non ti lasciano dormire da quanta voglia hanno di prendere vita.
Perché mentre scrivi il tempo passa e non te ne accorgi.
Perché entri in comunicazione con la parte migliore di te stesso, quella intima, quella che agli altri non fai vedere.
Scrivere è un'urgenza che viene da dentro, che se non lo fai ti manca il respiro e che non ha nulla a che vedere con i cinque punti dell'elenco sopra.
Quando sei tu e la tastiera non esistono i soldi, non esiste la fama, non esistono i milioni di lettori, non esiste l'editore iridato e corteggiato da tutti, sei solo tu e la tua storia.
E questa è l'unica cosa che conta davvero.

Visto che questo è il primo articolo della nuova area del mio blog dedicata alla scrittura e alla pubblicazione, ho voluto mettere subito le cose in chiaro.


Commenti

  1. Concordo pienamente, io ho un blog da anni perché adoro scrivete, la scrittura mi aiuta a rilassarmi, è come una sorta di terapia. Durante la quarantena ho scritto tanto e continuerò a farlo perché mi piace.

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  2. Scrivere per se stessi....per raccontare e raccontarsi e magari la storia interessa qualcuno. Penso che sia basilare fare leggere i propri racconti a qualcuno che magari si conosce, un amica, una vicina curiosa....anche per avere un parere spassionato sulla storia.

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