Il nostro primo capitolo - La novella di Summer e Blake (cap.2)



Capitolo 2

Summer
Come sto educando Blake a
non mangiare solo schifezze

«Stupisci pure il tuo esofago con un po’ di acqua minerale!», dico osservando Blake prepararsi il suo Bloody Mary del buongiorno.
«Ma scusa, non dici sempre che alla mattina bisogna assumere fibre?», ribatte lui mescolando il cocktail e tuffandoci dento un gambo di sedano. «Queste sono fibre».
È bello vedere che certe cose non cambiano e, che a parole, lui vince sempre.
Siamo a casa mia – un appartamento che mi ha messo a disposizione la rete, a un tiro di fionda dal set di Hell-A – e oggi, che straordinariamente è il mio giorno libero, mi sto dando da fare in cucina. Non sono passati neanche tre giorni da Capodanno ma siamo qui, insieme, a Los Angeles. Non abbiamo voluto aspettare neanche un attimo per iniziare la nostra vita di coppia seria. Seria… che parolone.
«Cosa stai preparando?», mi domanda lui cingendomi per la vita.
«I cracker da portarmi al lavoro, il riso persiano per stasera e, per la tua gioia, la torta», gli dico girando l’amalgama nella ciotola.
«Quella al cioccolato? Quella che mi piace un sacco?»
«Esatto».
«Quella vegetariana?»
«Tutte le torte sono vegetariane!», gli faccio notare. «A meno che tu non abbia mangiato torte alla salsiccia o alla pancetta. Questa comunque è vegana. Non ci sono derivati animali di alcun tipo».
«Incredibile che una cosa che non contenga né uova né burro sia così buona».
«E invece devi ricrederti».
«Senti, Summer, ma come accidenti sei diventata vegetariana?», mi chiede. «Ora che ci penso non me lo hai mai detto!»
«Lo sono diventata ai tempi del college. La Brown, di tutte le università della Ivy League, è quella più bohemeien, che attira gli animi artistici e creativi», gli racconto. «Nella casa che condividevo con Emma Rae e altre tre ragazze, la situazione in cucina era sempre un casino. Non si capiva mai se il cartone del latte fosse aperto da un giorno o una settimana, di chi fossero gli yogurt, chi aveva rimesso la scatola dei biscotti vuota nella credenza, … In poche parole: l’anarchia».
«Strano, tu sei una precisa».
«Già. Per fortuna c’era Michelle a salvare la situazione. Michelle McCormack studiava diritto ambientale, attivista animalista fino al midollo, una che da un giorno all’altro faceva le valige e s’imbarcava su una nave di Greenpeace per combattere i cacciatori di balene. Lei era vegana, di sicuro lo è ancora e sapeva sempre cosa mettere in tavola, anche se in frigo c’era solo una carota piegata».
«È stata lei a convincerti?»
«In parte. Di sicuro mi ha incuriosita. Usava spezie mai sentite, cuoceva al vapore alla giapponese, a bassa temperatura, sifonava, e riusciva sempre a sfamarci. Volevo essere capace anche io! A causa della sindrome da competizione con mia sorella Karen, se vedo qualcuno che sa fare qualcosa, io devo imparare».
«Ah, lascia stare Karen. Non vale un tuo dito».
«Lo sai che non è facile. Comunque, un giorno, Michelle ha preso un pulcino come animale domestico, che poi è cresciuto, ed è diventata Cocò, la nostra gallina da compagnia, la mascotte di casa».
«Una gallina?!». Blake mi guarda esterrefatto.
«Sì e le volevo anche bene e, insomma, non avrei mai potuto mangiare Cocò! O una sua sorella, o una sua zia! Così sono diventata vegetariana».
«Non vegana?»
«Ho provato ma non ci sono riuscita, i formaggi, lo ammetto, mi piacciono troppo. Chissà, un giorno…».
«Ok, basta che però non fai diventare vegano me».
«No, non ci proverò neanche. Sei perfetto così, con il tuo bacon fritto e i Bloody Mary a colazione».

Torta al cioccolato glassata
Cosa ci serve?
·       40 grammi di cacao amaro
·       50 grami di cioccolato fondente
·       180 grammi di farina setacciata
·       160 grammi di zucchero
·       1 bustina di lievito vanigliato
·       un pizzico di sale
·       215 grammi di olio di semi
·       235 grammi di acqua tiepida
Per la glassa
·       50 grammi di cioccolato fondente
·       40 grammi di zucchero a velo
·       2 cucchiaini d’acqua
Intanto prepariamo il forno, preriscaldandolo a 190 gradi.
Uniamo le polveri e le amalgamiamo, poi tagliamo il cioccolato a scaglie e lo sciogliamo a bagnomaria.
Versiamo nelle polveri il cioccolato fuso, l’olio e l’acqua a poco a poco, mescolando con un cucchiaio.
A questo punto, imburriamo una teglia da 20 cm, ma è ancora meglio rivestirla di carta da forno. Io preferisco le teglie a gancio, così da non doverle ribaltare per togliere la torta.
Ora inforniamo per 35 minuti, controllando sempre il colore e lo stato della cottura con uno stecchino.
Sforniamo e lasciamo raffreddare bene.
Ora possiamo preparare la glassa.
Tagliamo il cioccolato a scaglie e lo mettiamo in un pentolino con l’acqua e lo zucchero a velo, fornello a fuoco lento e mescoliamo finché non si è sciolto tutto.
Ora mettiamo la torta su una gratella (o anche su un piatto va bene) e coliamo sopra la nostra glassa a poco a poco, avendo cura di spalmarla su tutta la superficie.
Quando la glassa sarà solida, la torta è pronta.
È perfetta così, ma quell’assatanato di Blake ci aggiunge la lo sciroppo di cioccolato, come se non fosse abbastanza cioccolatosa.
Se vi piacciono e non siete allergici, nell’impasto potete aggiungere 50 grammi di mandorle a scaglie.

Cracker di semi
Sono uno snack ottimo sia come merenda sia come aperitivo, io li porto sempre con me in borsa, da sgranocchiare sul set tra un ciak e l’altro.
Gli ingredienti:
·       90 grammi di semi misti a vostro piacere. Io metto 30 grammi di semi di lino, 30 grammi di semi di sesamo e 30 grammi di semi di zucca, ma vanno benissimo anche quelli di canapa o di girasole
·       150 grammi di farina integrale
·       100 grammi di farina di farro
·       1 bustina di lievito
·       Erbe a piacere: io metto rosmarino, maggiorana ed erba cipollina
·       Spezie a piacere: se vi piace la curcuma, io metto mezzo cucchiaino, ma non è obbligatoria; altrimenti, se siete amanti del piccante, andate di peperoncino
·       Un cucchiaino raso di sale fino
·       100 ml di acqua
·       75 grammi di olio d’oliva
·       Sale grosso
Preriscaldiamo il forno a 180 gradi mentre prepariamo l’impasto.
In una ciotola mescoliamo le farine setacciate (il bello di questa ricetta e che potete mettere insieme un po’ tutte le farine che avete in casa) con il lievito, i semi, le erbe, le spezie, il sale. Quando le polveri sono omogenee aggiungiamo l’acqua e l’olio poco alla volta, mescolando.
Quando avremo un impasto compatto, liscio e asciutto, prendiamo un foglio di carta forno e ci mettiamo sopra la palla di pasta. Copriamo ancora con un foglio di carta forno e stendiamo una sfoglia con il mattarello di 2/3 millimetri (non sottilissima, sono cracker!), della grandezza della teglia da forno.
Mettiamo il foglio nella teglia, cospargiamo la superficie con una spolverata di sale grosso e tagliamo la pasta in rettangoli (con queste dosi me ne vengono 25-30) e inforniamo.
I cracker devono stare in forno per circa 10-12 minuti (verificare la doratura).
Una volta sfornati, lasciateli raffreddare e serviteli. Sempre se Blake non li finisce prima. Io, però, mi faccio furba e li nascondo.

Basmati speziato alla persiana (Shirinpolo)
Questo piatto fa sempre molto effetto, ha colori e profumi molto suggestivi e piace perfino a mia sorella, anche se preferirebbe suicidarsi piuttosto che ammetterlo.
L’ultima volta che (ahinoi!) è venuta a cena a casa nostra con Mitch, mamma e papà (immaginate la gioia di Blake), ha spazzolato la sua porzione e finito quello che era rimasto nel piatto di portata.
Quando le ho chiesto “Se ti piace, ti do la ricetta”, lei ha risposto “Macché, ho preso l’avanzo perché tanto non lo voleva nessuno e odio gli sprechi”.
Peccato che un mese più tardi ha postato su Instagram una foto di lei in cucina, con scritto “Cucinando il mio famoso riso speziato alla persiana”.
 Il suo. Capito?
Ecco qui la ricetta. La mia.
Per fare mangiare sei persone ci serviranno:
·       350 gr. riso basmati
·       1/4 cucchiaino di cannella polvere
·       1/4 cucchiaino di cardamomo polvere
·       1/2 cucchiaino di zucchero di canna
·       1 cucchiaino di sale
·       3 cucchiai di olio evo
·       50 gr di uvetta ammorbidita
·       25 gr di mandorle in scaglie
·       25 gr di pistacchi crudi tritati grossolanamente
·       100 gr di piselli sbollentati
·       2 carote
·       1 cucchiaio di scorza d’arancia grattugiata
·       1 pugno di pistilli di zafferano immersi in 4 cucchiai di acqua calda
·       2 cucchiai di burro liquido
Mettiamo l’uvetta in ammollo con acqua tiepida finché non diventa morbida (un’ora), la scoliamo e l’asciughiamo.
Tostiamo le mandorle in una padella calda per qualche minuto (non devono diventare marroni!).
Mischiamo la cannella, il cardamomo e lo zucchero in una ciotolina.
Mischiamo uvetta, mandorle, pistacchi e piselli in un’altra.
Puliamo le carote, le tagliamo a julienne e le mettiamo in una padella con un giro d’olio, passandole per circa sei minuti e aggiungendo un mestolino d’acqua.
Ora laviamo il riso finché l’acqua diventa chiara.
A questo punto portiamo a bollore un litro abbondante d’acqua salata in una casseruola, dopodiché versiamo il riso. Cuociamo per 3-4 minuti senza girare e poi scoliamo bene il riso.
Nella stessa casseruola scaldiamo l’olio, con la fiamma al minimo e aggiungiamo gli ingredienti a strati così: strato di riso, strato carote, strato di frutta secca e piselli, un pizzico di scorze d’arancia e uno di spezie, poi ancora con uno di riso.
Distribuiamo l’acqua con lo zafferano (dopo aver tolto i pistilli), facendo dei buchi nel riso per farla penetrare.
Infine copriamo con un coperchio avvolto in un panno per non far uscire i vapori e cuociamo per circa 20 minuti.
Quando è pronto coliamo sopra il burro liquido e giriamo con una forchetta… sul fondo si sarà creata una crosticina saporita.

Commenti

  1. Ho letto "Due cuori in affitto " tutto d'un fiato, mi sono divertita e commossa. È stata una piacevole scoperta e spero di leggere il seguito al più presto. Sicuramente acquisterò altri la brindi Felicia��

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  2. Ti adoro. Grandissima scoperta!

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